Scorci di vita di una Sarfa

Parti. Composte. Come vite.

I pensieri hanno bisogno di claustrofobia… e di uno strato di miele con tanto odio.
Collane come guinzagli, apparenza come collari.
Frugarmi nelle tasche, alla ricerca dei miei stessi spicci, è un piacere ma solo se non me accorgo.
Nobilito le mie lacrime, e la loro assenza, alle stelle.

Ma tu quanti atomi hai?
I miei sono rinchiusi in un recinto, perché amare in un recinto è l’unico modo che conosco.

Ho amato fino alla follia.
Ma quello che per gli altri è follia… per me è l’unico modo sensato di amare.
Françoise Sagan

E allora?
Indossa il tuo migliore sorriso e fai credere a tutti di star bene. Poi autoconvinciti.
Perché in fondo bene ci stai, i problemi non li hai. Te li crei.

La perfezione si ottiene non quando non c’è più niente da aggiungere,
ma quando non c’è più niente da togliere.
Antoine de Saint-Exupéry

Mi è rimasta solo l’aria da abbracciare. Ho stretto talmente forte da avvelenarmi d’ossigeno.

Ti è mai successo di sentirti al centro, al centro di ogni cosa, al centro di quest’universo? E mentre il mondo gira lascialo girare che tanto pensi di esser l’unico a poterlo fare. Sei così al centro che se vuoi lo puoi anche fermare, cambiarne il senso della direzione per tornare nei luoghi e il tempo in cui hai perso ali, sogni e cuore. A me è successo e ora so volare.

Ti è mai successo di sentirti altrove? I piedi fermi a terra e l’anima leggera andare… Andare via lontano e oltre dove immaginare non ha più limiti, hai un nuovo mondo da inventare. Sei così altrove che non riesci neanche più a tornare, ma non ti importa perché è troppo bello da restare nei luoghi e il tempo in cui hai trovato ali, sogni e cuore. A me è successo e ora so viaggiare. Oltre questa stupida rabbia per niente, oltre l’odio che sputa la gente sulla vita che è meno importante di tutto l’orgoglio che non serve a niente… Oltre i muri e i confini del mondo, verso un cielo più alto e profondo delle cose che ognuno rincorre e non se ne accorge che non sono niente… Che non sono niente.

Ti è mai successo di guardare il mare? Fissare un punto all’orizzonte e dire: ”È questo il modo in cui vorrei scappare, andando avanti sempre avanti senza mai arrivare”. In fondo in fondo è questo il senso del nostro vagare: felicità è qualcosa da cercare senza mai trovare, gettarsi in acqua e non temere di annegare. A me è successo e ora so volare… Volare… Volare oltre questa stupida rabbia per niente, oltre l’odio che sputa la gente sulla vita che è meno importante di tutto l’orgoglio che non serve a niente… Oltre i muri e i confini del mondo, verso un cielo più alto e profondo delle cose che ognuno rincorre e non se ne accorge che non sono niente… Che non sono niente… Che non sono niente… Che non sono niente.

Ti è mai successo di voler tornare a tutto quello che credevi fosse da fuggire e non sapere proprio come fare? Ci fosse almeno un modo, uno, per ricominciare… Pensare in fondo che non era così male. Che amore è, se non hai niente più da odiare? Restare in bilico è meglio che cadere. A me è successo, amore, e ora so restare.

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