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Communities di Google+, queste sconosciute

Nel mondo di Internet, tutto fa tendenza. Facebook fa tendenza. Instagram fa tendenza. Twitter fa tendenza.
E Google plus? Anche lui si adatta alle tendenze.
Agli inizi di dicembre 2012, precisamente Venerdì 7, Google ci fa un regalo di Natale anticipato e, tramite un post sul suo blog, lancia le community: luoghi di aggregazione per discutere di temi, argomenti e passioni comuni con tutti i membri.

Somiglianze e differenze con i gruppi di Facebook
Ad un primo approccio, è normale pensare che le community siano la scopiazzatura dei gruppi del famoso Social-network, le somiglianze sono, in effetti, quelle che ci si aspetta: vi si accede tramite invito (o su richiesta), i post possono essere privati o pubblici, condivisione di trend interessanti ecc.
A fare la differenza sono le possibilità “smanettone”: in primis ci sono la semplice navigazione tra le discussioni presenti e tra le categorie interne alla community e la possibilità di personalizzare al 100% la quantità di notifiche che si vuole ricevere, senza dimenticarci degli hangout tra membri per condividere le proprie esperienze in diretta video o fare videoconferenze, come ci spiega il simpatico video pubblicato dalla casa della Mountain View.

Somiglianze e differenze con le cerchie dello stesso G+
Le cerchie ci aiutano a seguire le persone che reputiamo interessanti inserendole in categorie di utenti da noi create. Possiamo, ad esempio, creare una cerchia per i nostri clienti o per i colleghi senza che essi siano costretti ad aggiungerci a loro volta in una cerchia (a differenza degli amici di Facebook, è un funzionamento più simile ai follower di Twitter).
Le community, invece, vengono create da un amministratore che può scegliere tra 4 livelli di visibilità:
– Community pubblica in cui tutti possono entrare;
– Community pubblica ma previa approvazione;
– Community privata che appare nelle ricerche;
– Community privata che non appare nelle ricerche.
Una volta all’interno si possono condividere contenuti con i membri della community, contenuti che, come ho già detto in precedenza, possono essere divisi in categorie e seguiti o meno tramite notifiche push. A tal proposito, Nicola Simboli ci spiega come eliminare del tutto le notifiche nel suo semplicissimo tutorial.

Le community, inoltre, sono aperte a tutti, anche alle Pagine.
Nel prossimo post ci addentreremo nel fantastico mondo delle community, spiegando passo passo come crearne una. Intanto vi consiglio di dare un’occhiata ad un paio tra quelle che io ritengo interessanti: Quelli che non capiscono un TUBO di Googleplus!Foto passione per gli amanti della fotografia e Social Media Marketing Italiano.

Google-plus-aziende

Per il blog di Egorego, Internet Company

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