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#Twitter, algorismi e advertising. I 140 caratteri perderanno l’anima social?

In un articolo critico e senza peli sulla lingua David Hamilton, assistente caporedattore di Ces special coverage ed esperto in business e tecnologia, ci illustra il suo punto di vista riguardo la recente scelta di Twitter di utilizzare un nuovo sistema di scrematura delle informazioni che vuol dare più importanza agli advertising rispetto agli effettivi trend del momento sul famoso social network.

Per fare ciò, Twitter si affida a Mechanical Turk, un servizio ideato da Amazon in appalto per le aziende formato da migliaia di lavoratori dispersi nel globo.

Ma in pratica chi è e cosa fa Mechanical Turk?
Immaginate di poter usufruire di migliaia di persone che lavorano per voi, che inseriscono dati e ne filtrano altri, permettendovi di comprendere immediatamente tutto il contenuto di un mondo enorme come è quello della rete. Mechanical Turk fa esattamente questo, utilizza l’ “umanità” dei suoi dipendenti per comprendere i contenuti sparsi nel web.

Ma torniamo a Twitter…
Provate ora a collegare le potenzialità del servizio che ho descritto sopra alle milioni di informazioni presenti sul social network, cosa ne viene fuori? Mechanical Turk dona a Twitter uno straordinario potere: quello di comprendere quasi in tempo reale tutti i contenuti, hashtag e ricerche che gli utenti fanno.

Perché questo dato è così importante?
Perché in questo modo Twitter può gestire a suo vantaggio le informazioni cui finora non aveva potuto attingere perché difficilmente comprensibili ai suoi sistemi computerizzati, proprio perché i contenuti vengono creati da esseri umani (per farvi capire, provate a spiegare al vostro computer cosa sia il sarcasmo o un sentimento qualsiasi…)

Come utilizza Twitter queste informazioni?
Per contestualizzare le advertising o, per dirla in modo semplice, per far comparire risultati sponsorizzati solo per quelle ricerche per cui sono effettivamente inerenti. David Hamilton processa crudelmente questi dati, colpevolizzando Twitter di manipolare le informazioni che compaiono in risposta alle nostre ricerche, citando l’articolo di Jon Mitchell, autore del blog ReadWrite.

Twitter VS Google.
Ma Twitter non è certo stato il primo a monetarizzare il proprio servizio, Google ad esempio non ha mai nascosto il suo desiderio di guadagnare tramite le advertising. Sembra, quindi, che Twitter voglia seguire l’impervia strada del più famoso motore di ricerca della rete, per contrastare il suo Google News che non credo abbia bisogno di Mechanical Turk per competere con il servizio in tempo reale di Twitter.

Per farla breve…
Twitter ha un nuovo metodo per decifrare trend ed hashtag, seleziona quelli più popolari e li interpreta, ci aggiunge le sponsorizzazioni e ci tartassa di pubblicità. Un po’ come Facebook insomma…

Per il blog di Egorego, Internet Company

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