L'istante di un Pensiero

Sul perdono, sulle scuse, sui capelli e sulle scarpe.

Il “mi dispiace” è il pronto soccorso delle emozioni umane.
(Carrie – Stephen King)

Ma ti basta a pulirti la coscienza?

A me no, non basta che qualcuno si scusi. Non sono una persona propensa al perdono.

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15 thoughts on “Sul perdono, sulle scuse, sui capelli e sulle scarpe.

  1. Dipende da come è detto.. se la persona che lo dice lo fa con il cuore in mano capendo i proprio errori è un conto e mi sembra errato non prendere in considerazione una persona che realmente capisce i suoi errori e che è umile al punto di fare le sue scuse a voce. Molte persone sono orgogliose e anche quando sono in errore non lo ammettono mai anche se sanno dentro di loro che sbagliano. Ci sono anche persone che lo dicono solo per scaricarsi dalle spalle una situazione scomoda senza realmente capire il proprio errore… quel “Scusami” non vale niente e sono daccordo con te, poi bisogna vedere Cosa ha fatto la persona in questione e quanto noi si è feriti.

    • Io parto dal presupposto che se hai fatto qualcosa vuol dire che l’hai pensata, c’hai ragionato sopra e poi hai agito come ti sembrava migliore.
      Perché scusarsi per una cosa ragionata? L’hai ragionata quindi sapevi che avresti sbagliato e sei partita dal presupposto che quella cosa mi avrebbe fatto male.
      Troppo comodo usare la scusa per pulirsi la coscienza.
      Chiedere scusa a parole è la cosa, secondo me, più inutile del mondo. Se io sono dispiaciuta di qualcosa che, facendola, ti ha fatto soffrire, mi scuso con i fatti.
      Grazie del commento, Iedina e di questa apparizione sul mio blog :)

  2. Tutto è… relativo. In certe situazioni posso anche accettarle, mentre in altre no. Nel secondo caso, spesso, tendo a chiudere totalmente. Mi è accaduto un paio di volte e, sinceramente, ne è derivata, per me, una gratificazione!

      • Sarfa, buon giorno! Abbiamo una multitudine di esempi che i rapporti di sangue si possono chiudere… addirittura partendo dai sigg. Abele e Caino. Naturalmente, non è necessario arrivare a certe conclusioni! Secondo me, ci sono anche diversi “parametri” da prendere in considerazione: premeditazione, intenzionalità, interessi vari, ecc. ecc.
        Bell’argomento, questo! Anche perché, sinceramente, mi “tocca”: un caso di sangue che non potrò assolutamente perdonare. Uno scontro caratteriale; odio letteralmente la presuntuosità…

        • Ti capisco benissimo, sfortunatamente. E mi dispiaccio per la tua situazione!
          Hai ragione, i rapporti di sangue si possono tagliare, ma resterà il fatto che quella persona m’ha messo al mondo e che, per ora e (temo) ancora per un po’, dovrò vivere sotto lo stesso tetto.
          Si fa quel che si può…

          • Allora,… c’è un vecchio proverbio toscano che recita: “Se andassimo tutti in piazza del Domo (= Duomo, piazza centrale) con la nostra croce sulle spalle, torneremmo a casa con la nostra croce”. Come per dire che se ci guardiamo attorno, le croci altrui pesano più della nostra.
            Credo che tu stia conoscendo una… rarità! Hai mai sentito di qualcuno che all’età di 17 anni ha avuto un “certificato di emancipazione” (per risultare maggiorenne) per sballottarsi, da solo, in un altro continente, come suol dirsi “senza arte, né parte”?…
            Ti assicuro, non è stato semplice.

  3. Comunque, Sarfa, vivo meravigliosamente bene e, cosa che reputo molto importante, non ho mai dovuto ringraziare alcuno. Devo ammettere che il mio carattere e il mio modo di osservazione sono “diversi” da coloro che hanno vissuto il solito tran tran di provincia. Ciò, a volte, mi porta a concludere prematuramente certi dialoghi. L’ultimo, proprio stamattina. Discorsi da bar. L’interlocutore asseriva la somma importanza di avere al polso un orologio molto costoso. Secondo me, l’importante è che segni il tempo. Poi, per aggravare la sua situazione, ha asserito, sapendo che mi diletto con la fotografia, che non esiste alcuna differenza tra un orologio costoso ed un apparecchio fotografico “costoso”. Assurdo! Era inutile spiegare che un apparecchio fotografico può essere considerato un bene strumentale, con tutto ciò che ne consegue, mentre un orologio proprio no.

Lasciami un pensiero. I commenti alimentano il mio blog ;)

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