Libri. Particelle di Cellulosa

Lacune letterarie in giacca nera, Levi’s e revolver.

Non sono mai stata una grande amante di Dylan Dog, ma non perchè non mi piacesse o cosa, semplicemente perchè non sono mai riuscita a metterci le mani come dico io.

Quando mi metto in testa di leggere qualcosa, lo faccio per bene.

Comincio dal primo numero e via via tutti gli altri.

Con Dylan Dog non ci sono mai riuscita.

Ed è leggendo pezzi del genere che comprendo, quanto questo comportamento sia stupido e limitante.

Quanto questo pensiero mi faccia perdere tanto nella vita.

Fa freddo. Ho i piedi gelati. Ho la nausea. E ho voglia di morire. Diosanto. D’un tratto mi si è inchiodato addosso un torpore, un senso spaventoso di inutilità. Forse la colpa è di questa tetra pioggia di febbraio. Quelle gru sembrano impiccati pendenti dal cielo. Groucho è uscito. Non so quando tornerà. Niente suoni, niente voci. Nessuno a cui telefonare. Non credevo che un uomo potesse arrivare a sentirsi così solo. Ma che mi prende, Giuda ballerino? Vai al diavolo, whisky! Ti conosco. Lo so già cosa vuol dire avere le mani che tremano, e il fegato che scoppia! Che ne è stato di tutti i miei sogni? Dove sono gli orrori della fantasia? C’è solo la realtà, adesso. Ma che ne ho fatto della mia vita? Persa a dissolvere gli incubi altrui, e il mio incubo è sempre qui. Non riesco neppure ad avere un rapporto duraturo con una donna. Solo avventure. Anonime, inutili. Miraggi di fata morgana. Sono un fallito. Un fallito in tutto. Ricordo ora la voce di un vecchio incontrato anni fa… Viene un momento, diceva, in cui si muore così… solo perché non si ha più voglia di vivere. Sì, un ricordo di tanto, tanto tempo fa. Un ricordo. L’ultimo.
Dylan Dog

Accetto prestiti.

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2 thoughts on “Lacune letterarie in giacca nera, Levi’s e revolver.

  1. Cara Sarfa, magari potrà essere limitante, ma non certo stupido. E’ un metodo di studio, di analisi, proprio – comunque – di una persona e di una personalità.
    Devi solo accettare che la sorpresa la trovi all’improvviso anche alla metà della pagina centrale dell’opera di mezzo.
    Mi è capitato di imparare più genetica da un folle R. Sheckley che da Mendel. e tantissima fisica da Asimov (vabbè!) in modo non scolastico….

Lasciami un pensiero. I commenti alimentano il mio blog ;)

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