Poesia. La mia. Degli altri.

Ti va d’essere i miei biscotti la mattina?

t’affogherei nel latte, caldo bianco zucchero e miele, così che bagnati diventino anche i tuoi occhi, come lo erano i miei troppe volte.

Piangere per te era una mia scelta, non di certo una tua regola impartitami.

E parlando delle mie scelte, volevo la tua bocca dolce che amavo più della liquirizia.

Una stella eri, la mia stella: e non completavi carro maggiore o carro minore, completavi me.

Eri solo uno degli estremi di questa mia vita un pò troppo imperfetta affogata negli errori; ma su, non piangiamoci troppo sopra: asciugarla sarà ulteriormente difficile altrimenti.

Piuttosto giochiamo a carte, ma solo con fiori quadri cuori: di due di picche ne ho presi abbastanza, amore.

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