Istantanee Dal Mondo

« La violenza è l’ultima risorsa degli incapaci »

Sono le parole di una persona che forse aveva capito qualcosa del mondo.

Isaac Asimov è stato un biochimico e scrittore statunitense di origine russa. Le sue opere sono considerate una pietra miliare nel campo della fantascienza e della divulgazione scientifica. È autore di una vastissima e variegata produzione, stimata intorno ai 500 volumi pubblicati.
« Ardo dal desiderio di spiegare e la mia massima soddisfazione è prendere qualcosa di ragionevolmente intricato e renderlo chiaro passo dopo passo. »[…]
Egli lanciò spesso accorati appelli riguardo alla necessità di un controllo delle nascite […]. Riteneva infatti che il controllo delle nascite avrebbe evitato, in caso di sovrappopolazione, l’imposizione dall’alto di politiche abortiste […]. 
Egli si considerò sempre un femminista, e riteneva che l’omosessualità dovesse essere considerata un “diritto morale” dell’uomo.
[…]Controversa e osteggiata fu la sua opinione sulla fattibilità di un governo mondiale. Egli stesso dichiarò che il governo mondiale avrebbe potuto trasformarsi in una dittatura-autoritaria dominata da un élite tecnocratica, ma che, anche in un’ipotesi così sconfortante, fosse comunque preferibile a una pletora di stati mal funzionanti in conflitto tra di loro.
[…]Nella sua ultima opera di divulgazione, Our Angry Earth […], Asimov lanciò allarmi riguardo alla crisi ambientale che vedeva delineandosi, descrivendo i fenomeni dell’effetto serra e del buco dell’ozono.

Fonte : Wikipedia

E ovviamente, come molti altri geni, aveva capito qualcosa (e molto più di qualcosa) più velocemente del resto del mondo stesso.

Riguardo la violenza sulle donne, le statistiche ci regalano dei dati che hanno un che di mostruoso (Fonte: Istat) :

– Le più colpite dalle violenze hanno tra i 16 e i 24 anni;

– Una donna su tre, tra i 16 e i 70 anni, è stata vittima durante la vita di abusi;

– Il 96% delle donne tace sulle violenze subite;

– L’incidenza più alta è all’interno delle mura domestiche, i maggiori responsabili sono i compagni, mariti o partner, nell’ambito familiare invece al primo posto troviamo gli zii, i nonni e, per terzi, i padri;

– Nel 63% dei casi di violenza domestica i figli ne sono i testimoni.

E a questi figli poi cosa succede? 

Quando la violenza arriva ai figli può capitare che la donna smetta di subire. Ma il danno indiretto recato ai bambini, nell’arco dei primi 15 anni di vita, è tale da indurre i figli a negare il desiderio di formare una famiglia e di avere una relazione sana di coppia. (Fonte: «Daphne III Violenza sulle donne: il danno indiretto provocato sui bambini», condotta dalla Facoltà di Scienze della formazione di Roma Tre in collaborazione con la cattedra Unesco di Cipro, Oradea della Romania e Presov della Slovacchia)

Peggio ancora è quando il partner non solo è violento con la compagna ma trasmette il suo modo di fare anche ai figli…


Ma la violenza non è circuita alle mura domestiche, purtroppo…

Gli “atti persecutori”, indicati gergalmente con la parola anglosassone stalking (letteralmente significa “fare la posta”), in termini psicologici sono un complesso fenomeno relazionale, indicato anche come “sindrome del molestatore assillante” e, seppur articolato in una moltitudine di dettagli, è tuttavia possibile descriverne i contorni generali.

La relazione “forzata” e controllante si stabilisce tra i due e finisce per condizionare il normale svolgimento della vita quotidiana della seconda, provocando un continuo stato di ansia e paura. La paura e la preoccupazione risultano, quindi, elementi fondanti e imprescindibili della “sindrome del molestatore assillante”.
I comportamenti persecutori sono definiti come “un insieme di condotte vessatorie, sotto forma di minaccia, molestia, atti lesivi continuati che inducono nella persona che le subisce un disagio psichico e fisico e un ragionevole senso di timore”.

Quindi, non sono tanto le singole condotte ad essere considerate persecutorie, ma piuttosto è la modalità ripetuta nel tempo, contro la volontà della vittima, che riassume in sé il principale significato delle condotte persecutorie. Lo stalking può presentare una durata variabile, da un paio di mesi fino a coprire un periodo lungo anche anni.

Fonte: Carabinieri.it

Fortunatamente lo Stalking è perseguito dalla legge in molti Stati; l’Italia ad esempio condanna (articolo 612 bis del Codice penale) in base ad elementi psicologici, fisici e aggravanti.

Potete leggere QUI l’articolo di cui sopra ed informarvi su questo fenomeno sul sito della ONS (Organizzazione Nazionale Stalking) www.stalking.it . Sul sito sono disponibili i contatti dell’organizzazione.

E all’estero?

Fuori i confini la situazione non è delle migliori. Già è difficile di per se controllare la situazione della violenza femminile in un paese in cui ci sono controlli e una legge a protezione della donna, esistono tuttavia nel mondo zone e Stati interi in cui la violenza domestica non solo è praticata ma anche incitata dalla famiglia stessa e non condannata dallo Stato. Esistono luoghi nel mondo dove lo stupro, se da parte del marito, è considerato legale.

Mi riferisco a luoghi come:

– il Kenya, dove il 42% delle donne viene picchiata regolarmente dal marito;

– il Nepal, dove spesso le famiglie più povere sono costrette a vendere le figlie o a costringerle alla prostituzione.

Ma non solo in luoghi da “terzo mondo”, anche nelle società Occidentiali: negli USA, ad esempio, il 14-20% delle donne subiscono o hanno subito uno stupro. I numeri sono simili anche in Canada, Corea e Nuova Zelanda. In Gran Bretagna è altissima la percentuale di donne che vengono picchiate a sangue dal partner, in Canada e in Israele è più probabile che una donna venga uccisa dal proprio compagno che da un estraneo ed ugualmente in Russia e nelle zone scandinave, un omicidio su cinquanta è compiuto dal marito nei confronti della moglie.

Le mutilazioni genitali
E’ una pratica ancora ampiamente utilizzata, effettuata quasi sempre in condizioni sanitarie abominevoli, senza anestesia e soprattutto su bambine anche in tenerissima età. Gli effetti sulla salute sono devastanti, e colpiscono le donne in ogni momento della loro vita sessuale e riproduttiva. Oggi sarebbero 130 milioni le donne che hanno subito questo genere di mutilazione, e i flussi migratori hanno portato il problema (e le sue conseguenze) anche nelle ricche civiltà occidentali.

Fonte : sdamy.com

Il Telefono Rosa si muove…

In occasione della Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne, l’Associazione Nazionale Volontarie Telefono Rosa ha organizzato:

– alcuni incontri con il Premio Nobel per la Pace 2003, l’iraniana Shirin Ebadì, prima donna musulmana a ottenere questo riconoscimento, di cui uno, il 25 novembre al Teatro Quirino, con 900 ragazzi delle scuole romane, per discutere di violenza sulle donne nei diversi paesi del mondo;

– la presentazione del libro «Tre donne una sfida», scritto da Marisa Paolucci, che racconta la storia di tre donne straordinarie: Shirin Ebadì, Fatima Ahmed (sudanese, prima donna eletta in un parlamento africano e presidente dell’«Unione delle donne» del suo paese) e Malalai Joya (afgana, parlamentare dal 2003 al 2007 e capace di denunciare i «criminali di guerra» che le sedevano accanto in Parlamento).

Ci tengo a ricordare che il Telefono Rosa è presente con 9 sedi sparse su tutto il territorio nazionale.

La sede centrale è a Roma (Tel: 06.37.51.82.82) e l’email è telefonorosa@alice.it e altre sedi si trovano a Torino, Verona, Mantova, Perugia, Brindisi, Napoli, Campobasso e Ceccano (FR).

Tutti i loro contatti sono visibili nel loro sito www.telefonorosa.it

Nella Speranza che questa realtà possa cambiare… regalo a tutte noi donne, siano esse madri o figlie, nonne o nipoti, felici o tristi, una rosa bianca… che la sua purezza possa avvolgervi.

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