L'istante di un Pensiero

Qualcosa di me. Cuore di Porcellana.

Ho capito qualcosa di me…
Ho capito di avere il cuore di porcellana.
Ho capito che devo smetterla di essere ciò che non sono.
Ho capito che se sto male, sto male. Non è peccato, non è sbagliato.

Sono io, sono io e basta.

Finora pensavo di avere un cuore di piombo e una maschera di ferro. E mi stavo bene.
Finora pensavo di essere avvolta da un croccante rivestimento di cinismo. E mi stavo bene.
Finora pensavo che bastasse sorridere per far credere agli altri che ero felice. E mi stava bene.
Finora pensavo di riuscire a nascondere ciò che provo e provavo dietro un muro di cartone. E mi stavo bene.

Qualche giorno fa non riuscivo a dormire ed ho camminato sotto la pioggia.
Si sa, il cartone non resiste alla pioggia.
Ed ho capito che ciò che pensavo di essere non è ciò che sono realmente, per me e per gli altri.
Ed ho capito che questo Cuore di Porcellana sta male.
Rotto. A pezzi. Rincollato. Mai saldo.

Qualche giorno fa non riuscivo a dormire ed ho camminato sotto la pioggia.
Ma non ho sentito il freddo perchè pensare ad alcune persone mi ha protetta dal vento.
L’amore mi ha avvolto come un nastro e ci ha fatto pure un bel fiocco. Di quelli Rossi. Di Natale.
Il vento del dolore alla fine è entrato lo stesso, tramite le crepe del mio Cuore di Porcellana.
Ma è così, in fondo, che ti frega la vita.

Persone mi hanno fatto, mi stanno facendo e mi faranno del male.
Persone a cui avevo donato quel Cuore, ma lo hanno stretto troppo e me lo hanno riportato a pezzi.
Ho rincollato i cocci, di nuovo. Ma credo di non avere la bilancia adatta a pesare questi sentimenti.

Basta mettere sul piedistallo persone che non se lo meritano.
Devo trovare l’insetticida adatto ad uccidere le farfalle che mi vorticano nello stomaco.
Devo smettere di farmi male alle braccia a forza di abbracciare nuvole.

Volto la testa e mi lascio lavare dalla pioggia.

Come osano dire gli Opeth

Io Ho… perso tutto ciò che avevo (un giorno di Aprile),
Io Ho… voltato le spalle ai miei amici (nulla da vedere),
Io Ho… scritto giù un nome ( e l’ho letto due volte),
Sguazzo, nella vergogna.

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