Film. Nastri di Pellicola

Angel’s Egg – Recensione di un “film” controcorrente

Angel’s Egg, in giapponese Tenshi no tamago, è un anime meraviglioso pubblicato nel 1985; sbocciato da immagini dai tratti onirici, immaginari e visionari, è stato partorito dalla mente geniale di Oshii Mamoru (tra le sue tante opere le prime a venirmi in mente sono “Lamù”, “Ghost in the shell” e “Lo strano mondo di Milù”) e dalla mano di Amano Yoshitaka (come non conoscere Final Fantasy…) .

Girando su inFernet ho trovato un po’ di recensioni, non molte, mi immaginavo un po’ più di popolarità considerando le menti da cui è stato creato ma, come molti suoi contemporanei, non ha mai passato completamente i confini della terra natale: realizzato negli anni ’80 con tecniche totalmente sperimentali, è un capolavoro di animazione tradizionale che parla con un pesante linguaggio grafico e simbolico. Personalmente ho avuto il piacere di scoprirlo grazie ad un video meraviglioso che vi posterò alla fine di questo intervento.

Ma, veniamo alle cose serie, di cosa parla? Se devo essere sincera, non ne ho la più pallida idea. A dirla tutta neanche i creatori sanno dare una spiegazione concreta del suo significato.

I motivi sono vari, innanzi tutto i simboli. Tutto l’anime è carico di simbolismo, soprattutto ebraico e cristiano. Che lo rendono un vero casino…

Una mano in primo piano gira e si rigira. Vuole stringere, prendere e rompere qualcosa.
Musica evocativa, un cielo plumbeo carico di nuvole pesanti contro cui si staglia un enorme uovo semitrasparente al cui interno intravediamo un uccello (o forse un angelo?).
Un apparentemente giovane dai capelli bianchi imbraccia un fucile a forma di croce.
Sullo sfondo un bellissimo cielo grondante rosso dannazione.

Parliamoci chiaro, in Italia abbiamo una mentalità molto diversa rispetto al Giappone, le loro sono radici orientali, completamente differenti dalle nostre. Ciò comporta una seria difficoltà a dare un significato universale a tutto l’anime.
Spesso, infatti, troviamo delle corrispondenze tra i simboli, ma difficilmente il significato intrinseco rappresenta lo stesso che noi gli conferiamo. Tutt’altro. Se la prima volta pensiamo che un simbolo abbia un determinato significato, può capitare che una seconda esso ne acquisisca uno diametralmente opposto.

Angel’s Egg è un lavoro di natura mistica, che poggia su processi mentali universali come il conflitto, il mistero, la fede e i demoni dell’essere umano : ossessione, paura, silenzio.

Offrire elementi controversi è una delle caratteristiche principali di tutti i contenuti. L’atmosfera è a metà tra il gotico e il fantascientifico. Il clima ci appare di una transizione che sembra regnare da secoli. Il luogo è un mondo simil-deserto, popolato da rovine, carcasse di animali pietrificate, enormi palazzi gotici; un universo post o pre-umano dove, in totale solitudine, vagabondano due personaggi: i protagonisti. Un uomo e una bambina entrambi con i capelli bianchi che si incontrano in una città vuota e surreale reduce da una guerra ed infestata dalle ombre di pescatori che tentano di catturare pesci preistorici.

Oshii ha voluto ribaltare le parti.

Lui, il soldato, un uomo dagli occhi assenti e il sorriso inesistente, si porta in spalla un enorme fucile a forma di croce cristiana (eddai che siete furbi e lo notate il silogismo…). Un soldato, uno sterminatore. Cristo è uno sterminatore? Non si fa scrupoli a distruggere. Non si fa scrupoli a provocare dolore. L’unica cosa importante è la sicurezza della verità e non è un problema calpestare il vero ed il falso, il giusto e lo sbagliato. Prima mente alla bambina, dicendole di non voler il suo bene più prezioso poi, non solo lo ruba, ma lo distrugge. Che sia però un modo per aiutarla? Per liberarla dalla sua cura ossessiva dalla quale non riusciva a liberarsi?

Lei, la bambina, una piccola creatura con un vestito a righe, ampio di balze e pizzi, nasconde sotto di esso un uovo, ponendolo sulla pancia quasi come simbolo di maternità. La credente e l’angelo. Sola da sempre, raccoglie un numero inimmaginabile di bottiglie d’acqua ponendole una accanto all’altra in modo ossessivo: oltre ad essere un elemento di totale perseveranza, è anche la prima misura del tempo che scorre che ci viene offerta.

L’uovo. Sinonimo di purezza, di nascita e di innocenza. Qualcosa da conservare e tenere nascosto e protetto. Qualcosa che poi viene rubato, distrutto. E’ con la sua distruzione avviene il cambiamento radicale nell’anime.

L’acqua. Il simbolo della purezza e della pulizia per antonomasia acquisisce un aspetto tutto nuovo, divenendo evanescente, a tratti oscura, torbida ed opprimente. E letale.

Poi i pesci preistorici. Ombre sui palazzi. Braccati da fantasmi di pescatori che lanciano i loro arpioni prendendo il niente, come l’ossessione umana che cerca di raggiungere la verità, senza riuscirci perché essa riesce sempre a sfuggire. Il pesce è stato il simbolo del Cristianesimo durante l’epoca romana, nella quale i Cristiani venivano braccati.

L’Arca. Viene vista per un secondo all’inizio, come in un effetto vedo-non vedo. Poi ci viene mostrata in tutta la sua “magnificenza” alla fine. Può rappresentare la conservazione dello spirito.

La staticità prevale sulla dinamicità, tanto negli sfondi gotici quanto nell’incedere delle azioni e dei dialoghi, metodicamente lenti e ridotti all’essenziale, in sottofondo una musica antica ed avvolgente. Solo il Soldato infine riesce a distruggere la situazione di stasi, tramite la distruzione dell’uovo, tramite il dolore della bambina.

Ringrazio infinitamente per la sua gentilissima collaborazione Giulio – Joshi ;)
Potete trovare qui il suo sito e farvi quattro risate impicciandovi degli affari suoi Joshi.it 

Non è un film da sabato sera con gli amici, ma un’opera evocativa da guardare con serietà.
Noi lo consigliamo vivamente, poi fate voi.

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